A cosa serve il linfonodo sentinella per il melanoma?

La biopsia del linfonodo sentinella, introdotta da Morton nel 1992, è subito diventata una procedura standard nella stadiazione e trattamento dei pazienti con melanoma primitivo di spessore ≥1 mm (o <1 mm ma ulcerato o con piu' di una mitosi per mm quadrato) e con negatività clinica delle stazioni linfonodali. Il razionale di studiare il linfonodo sentinella si basa sulla teoria di una progressione ordinata delle cellule tumorali, nelle fasi iniziali del processo di metastatizzazione, all'interno del sistema linfatico, secondo la quale le prime metastasi linfonodali siano sempre localizzate al primo linfonodo (linfonodo sentinella) drenante l'area cutanea sede del tumore.

Lo scopo di questa metodica è quello di studiare il sistema di drenaggio del tumore primitivo che avviene attraverso una o più stazioni linfonodali e di identificare l'eventuale presenza di micrometastasi in questa sede, così da intervenire precocemente con una linfadenectomia selettiva. Infatti l'identificazione di metastasi occulte sembra essere importante per un'accurata stadiazione, per la programmazione terapeutica e per la prognosi del paziente.

La tecnica prevede di biopsiare questo o questi linfonodi, ottenendo una diagnosi istologica mediante un approccio poco invasivo ma altamente preciso. Qualora mediante linfoscintigrafia si verifichi che il drenaggio linfatico risultasse orientato verso più stazioni linfonodali, sarà opportuno procedere alla biopsia di tutte le sedi individuate, escludendo quelle profonde (mediastino e retroperitoneo) in assenza di un evidente sospetto verificato mediante TAC o RMN o PET.

La biopsia del linfonodo sentinella viene eseguita in anestesia generale o locale, a seconda delle caratteristiche del paziente con cui viene discussa tale indicazione (preferenza del paziente o indicazione clinica del medico che ne individui una particolare caratteristica psicologica, che possa controindicare l’intervento in anestesia locale) e a seconda della sede
(a livello laterocervicale o in caso di bacini linfatici multipli è preferibile un approccio in anestesia generale). Le sedi ascellare e, in particolare, inguino-crurale sono particolarmente adatte a un intervento in anestesia locale, anche se alla biopsia del linfonodo sentinella debba associarsi la radicalizzazione del melanoma primario.